LE BAMBINAIE DEI VECCHI TEMPI .

Pubblicato il da peppino

 

 

Anticamente nel paese vi erano moltissimi bambini , e i genitori per nutrirli , andavano a lavorare da sole a sole si usava dire , ossia dalle 6:00 del mattino alle 19:00 del pomeriggio facendo riferimento al mese di marzo , in piena estate il tempo era ancora più lungo .

I bambini spesso , venivano affidati alle vicine che o avevano  da poco avuto un bambino e quinti impossibilitate ad andare nei campi , oppure venivano lasciate alle  vecchie nonnine , che per tenerli buoni , le raccontavano le così dette  ( Cos csuedd ‘ ) Storie  spesso inventate e tramantate di generazioni in generazioni , raccontate con rima .

Una delle Cos csuedd’  che mi ricordo molto bene , era la Storia di Mastro Mastoria , che vi voglio raccontare .

Tanti anni fa , c’era un calzolaio che aveva assunto un garzone  per richiesta del padre .

Questo calzolaio era molto severo e esigente nella disciplina , dava così lezione di come si chiamavano anticamente le cose e gli oggetti .

Il Maestro = Mastro Mastoria

Il letto = durmtorij

Le pantofole = Tapp’ tappen’

Gatto = shiorgj pappl’

Fuoco = fuc’ d’ mbirn’

Paglia = capedd’ d terr’

Asino = recch’ pann’

Malattia = mal malan . e così via dicendo

Quando il ragazzo per modernità usava termini nuovi di vocabolario , veniva sgridato e spesso preso a sculacciate. Lui purtroppo  era anche ospite della insopportabile famiglia.

Uno delle sere non c’è la fece  più dei rimproveri , e così decise di fargliela pagare al maestro , delle sculacciate prese .

Così nell’ andare a  foraggiare l’ asino nella stalla, fece cadere apposta la candela accesa nel pagliaio.

Quando si assicurò che l’incendio era divampato , si mise a urlare : Auzt’ mastr mastorij !!!!, Auzt’ dal drmtorij !!!! , mitt’t l tapp’ tappen’!!!! ca  shiorgj pappl’ ha pighiat’ fuc d mbirn’!!!. So appizzicat’ l capedd’ d terr’!!!!!, e recch’ pann’ pass’ mal malann’ !!!.

-         Alzati maestro!!! , alzati dal tuo letto!!! e metti le ciabatte !!!!, poiché il gatto ha preso fuoco la coda ed si è accesa la paglia !!!!, il somaro  sta passando un brutto quarto d’ora.!!!!

Il Maestro che nemmeno lui sapeva cosa le aveva insegnato  al ragazzo si sforzava di ricordare le antiche parole  .

Ma nel frattempo tutto andò in fumo compreso l’ asino , Dando così lezione a chi esagera nella correzione disciplinare .

Questo racconto era solito raccontare vicino al fuoco  di inverno dove i bambini si accerchiavano ,e spesso si sedevano sulle grosse legne del caminetto poggiate sui capo a fuoco  , facendole rotolare guastando il fuoco .

In oltre vi era la mamma di latte , che era colei che per pochi spiccioli , si prestava ad allattare oltre al suo piccolo , anche il piccolo di una bracciante che non aveva tempo per dedicarsi al bambino o che non poteva allattarlo per altri motivi .

In oltre c’erano le anziane bambinaie che si servivano del latte di asina munto la mattina prima che il quadrupede prendesse la strada dei campi .

Esso oltre ad avere valori nutrizionali molto elevati , era anche molto simile al latte materno .

Frequenti erano i bambini che venivano lasciati  in adozione ai vicini di casa , chiamati ( Figli di Santi ) poiché dato il numeroso numero di figli , si avevano vere e proprie esigenze alimentari che scarseggiavano a quei tempi, per nutrirli tutti .

Non era raro in oltre trovarsi un bambino  con la febbre o mal di pancia . Esso veniva affidato alla fattucchiera che le praticava la sfascinatura , così chiamata , in quanto si attribuiva il male , ai troppi complimenti ricevuti da persone invidiose .

La fattucchiera recitava numerose Ave Maria e altre tanti Padrenostri segnando continuamente la fronte se si trattava di febbre o mal di testa , e la pancia se si trattava di dolori addominali.

Se durante le recitazioni , la fattucchiera avvertiva stimolo di sbadiglio , in base a cosa si stava recitando , si capiva il sesso di chi aveva osato affascinare : Ave o Maria = donna , Padre nostro = uomo .

Questo spesso era causa di asti e litigi tra vicini che neppure sapendo della loro colpa venivano allontanati e quindi evitati .

Le bambinaie avevano un ruolo molto importante nella vita dei bambini , per cui loro ci si affezionavano e diventavano così, parte della loro famiglia .

Io stesso , ricordo l’anziana donna che impegnata ad accudire la madre Paralizzata , si offriva come  bambinaia nei confronti dei nostri genitori , non facendoci mancare nulla , compreso quell’ affetto che se pur minimo , potevano trasmetterci .

A quei tempi numerosi erano i figli maggiori che badavano ai fratellini più piccoli , ma anche numerosi erano gli incidenti domestici che si verificavano , in quanto non sempre il fratellino più piccolo accettava di essere sottomesso dal fratellino più grande .

Ricordo ancora una ragazzina , sorella di altre 7 figli , preparava il pane , mettendosi la tavola con le pagnotte sulla testa , si recava al forno per infornare il pane , ed ecco subito dopo i fratellini e sorelline la seguivano per paura di restare soli in casa , spesso rotolando e sbucciandosi le ginocchie.

Tutto era un armonia , che man mano , anno dopo anno si è disperso come la cenere di un  racconto magico dissipata dal vento

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