LA SAGRA DEI CAMPANACCI
Anticamente , San Mauro Forte era dotato di un ospedale , gestito da suore e monaci , che per curare i loro pazienti, usavano erbe coltivate nell’orto dei monaci (dove ancora si possono osservare presenze di erbe mediche ) sotto la chiesa madre ex castello vassallo, grasso animale , bende di lino tessuto in loco , e anche molta cura ed esperienze rituali , tipo : per curare il dolore dei denti , il paziente doveva suonare la campana della cappella tirandone la corda con i denti .
Questo ospedale era sovvenzionato dalla provvidenza .
Sin dal passaggio dell’ Abate S. Antonio si curavano spesso malati di eritema ( Oggi noto come Fuoco di S. Antonio ). Ma anche di peste bubbonica .
L’ Abate , usava curare i malati con un unguento composto di Grasso animale ed erbe medicamentose .
Questo avvenne per moltissimi anni , fino a quando una terribile peste Bubbonica, decimò la comunità San Maurese . Fu così che l’allora Vescovo dell’ abazia di Monte Cassino , inviò in missione , Santo Mauro abate , che giunto nel ospedale, si rese subito conto della gravità della situazione , e non avendo né bende e né medicamenti a sufficienza , ordinò di macellare i pochi maiali ancora disponibile. Ma non solo … incominciare ad abbattere anche i bovini più grassi per ricavarne il lardo .
E così avvenne , lasciando nelle mangiatoie , una catasta di Campanacci e collari .
I malati furono curati con efficienza grazie anche alla mano del signore Dio nostro, e circa il 60 % di quei ricoverati , non raggiunse la fossa comune situata nei piani sotterranei del Castello .
Fu così che i guariti , per ricambiare in qualche modo del grato gesto sia da parte dell’ Abate , che da parte degli animali sacrificatosi per salvare le numerose vite.
Decisero di legarsi con una corda di pelo di Capre chiamata ( Plegn’) uno all’ altro mettendosi al collo i campanacci delle bestie sacrificate .E passando dalla parte delle bestie , si decise di fare un giro tondo attorno all’ Abate , per poi portarlo in spalle per tutto il paese a suono di Campanacci .
Da quel momento ogni anno fu stabilito una data che è quella del 15-16-17 gennaio per ringraziare i Santi Antonio e Mauro , girando il paese a suon di campanacci.
Festeggiando in allegria di una vita risorta i cittadini usavano fare uso e abuso anche di squisiti vini che il convento metteva a disposizione , e consumavano la carne degli animali insaccata in budella che in tanto era diventata abbondante.
Questa tradizione si è tramandata di padre in figlio per secoli , fino ai giorni nostri . Suscitando nei veri sanmauresi un emozione unica ,tanto che ogni qual volta ,si ode suonare pur un solo campanaccio si ha la sensazione di udire nostro padre che ci chiama .
Ero un bambino quando in una sera di inverno,mentre consumavo la mia coppetta di sanguinaccio, per la prima volta ,notai appeso alla lunga verga , zeppa di salame essiccato ,dei nostri anziani vicini; un enorme campanaccio appeso, chiesi allora ancora balbettando cosa fosse , e l’ anziana donna mi rispose, che si trattava di un campanaccio e che in tarda sera sarebbe servito a zio Angelo per la sfilata .
E fu così che nel buio di quelle notti , nelle strette vie illuminate appena da una lampadina posta sotto un lampione a forma di piatto bianco . Avanzavano rumorosi e lenti, ombre poco decifrabili dal buio .
Avevo paura ,tremavo, ma mi piaceva e mi davo coraggio , uscivo fuori e uno di loro mi prese in braccio, e con un alito profumato di vino mi disse: Non fare l’impertinente , altrimenti ti metto nella campana. Era zio Angelo , … Presi in parola la punizione , e ogni volta che li sentivo passare , mi facevo l’ esame di coscienza , e poi uscivo fuori.
Nel frattempo il profumo della salsiccia che si curava nelle varie abitazioni , profumava le strade .
Qualche squadra usava bussare alle porte di amici, per rifocillarsi del buon salame , ma il grosso avveniva nelle sacre cappelle ( La Grott’ ) Deposito scavato nel tufo, dove si conserva ancora oggi il vino. Li si consumavano e si consumano ancora oggi, squisite cene del tutto genuine , chiamate ( Cmnuedd’).
Molti vedendo i vari video , hanno nutrito curiosità per questa festa , che non la si capisce , se non si partecipa dal vivo .Per quanto tecnologico possa essere un filmato , non riuscirà mai a trasmettere quel calore che solo il popolo sanmaurese è in grado di dare.