Antichi rimedi curativi.
Anticamente come ho già menzionato nei miei racconti precedenti,gli unici ospedaletti erano gestiti dai monaci, questi non avendo a disposizione farmaci e medicine come le abbiamo oggi,e perciò si affidavano alle esperienze che le venivano tramandate dai loro precessori,e così tanto per citare alcuni esempi, molti erano afflitti da reumatisimi e attrosi, così che venivano curati con il veleno delle api , e questo mi risulta vero , in quanto un anziano vicino di casa, sofferente di reumatismi , tando da dover ricorrere all'uso del bastone per deambulare,. Mentre passeggiava in un vigneto, ignaro delle giare di alveari che l'apicoltore usava seppellire sotto terra, ci infilò un piede, scatenando una nuvola nera di api che lo ridussero un colabrodo. Bè devo confidarvi che da quel momento , il nonnetto saltellava meglio di un ragazzino fino alla fine dei suoi giorni non ebbe più probblemi.
- Un altro rimedio naturale era la cura dei geloni - tipiche placche gonfie e rosse che si formano sotto i piedi , nei periodi invernali , quando cioè i piedi si gelano e per riscaldarli si usa mettere in letto, tegole calde attorcigliate ad un panno di lana oppure una borsa di cauciù con dentro dell'acqua calda , allora si che so guai seri, poichè non si riesce a deambulare dal dolore, ecco il rimedio, si prende una capoccia di aglio, la si mette ad arrostire , e quando è bella morbida quasi a crema la si spalma sotto i piedi, lasciare asciugare per bene e far agire per almeno un oretta, ci si lava i piedi e il giorno dopo i geloni sono scomparsi.
- Le ustioni,..... bel probblema .... spesso capitava specie nelle giornate di inverno, mettere enormi pignate di carne o fave vicino al fuoco, ma capitava qualche volta che una legna rotolava sopra e rovesciava il contenuto, spappolando i piedi delle massaie o anche nel mentre si effettuavano lavori di carbonari capitavano carboni che volavano addosso , e qui l'unico rimedio efficace era l'olio del ramarro fritto.
E si , nelle stagioni invernali era solito trovare un ramarro addormentato sotto un sasso oppure lo si catturava con un cappio costruito da una lunga erba di biada , si prendeva mezzo litro di olio di oliva si metteva a friggere e poi si calava dentro il rettile, che per suo istinto emana anticorpi cicatrizzanti , questi anticorpi rimangono nell'olio che una volta raffreddato serve per cicatrizzare in tempi rapidi ogni qualsiasi scottatura.
- Il dolore dei denti ( aaaah se sapessero i parenti che dolore sono i denti !!!) spesso ci si ritrova a lottare con un ascesso dentale o molari cariate che se non lavati frequentemente, provocano infezioni e dolori , all'epoca non vi erano dentisti e gli unici barbieri autorizzati ad estirpare i denti spesso non erano così affidabbili , e allora o ci si legava un filo forte di seta al dente e poi alla porta, si dava un calcio alla porta e il dente veniva via con conseguente emorraggia e dolore, oppure lo si curava con del the di papavero rosa, una sorta di oppio che si trovava dalle nostre parti , bolliti 3 -4 chiodi di oppio occorreva fare gli sciaqui , ma con molta attenzione a non berne il contenuto o si dormiva per diverse ore consecutive, la droga agiva come rilassante e il dolore calmava .
-La ipertensione , spesso in età avanzata si incorreva a crisi ipertensive , e come fare per evitare un infarto ? precedentemente si adottava il salasso, poi furono utilizzate le così dette magnatte, una sorta di sangui sughe, che messe sulle vene si succhiava il sangue in eccesso evitando il così doloroso salasso.
- l'impetiggine della pelle, eh!!! bel probblema , spesso comparivano in faccia , chiazze di impetiggini che suggezionavano l'aspetto estetico dei giovanotti e delle ragazzine , il rimedio consisteva nel passarci sopra una lumaca di quelle senza guscio che strisciano nelle nostre cantine di notte, era un ottimo tocco sana.
Molti altri erano i rimedi dei vecchi tempi ma non vi vorrei annoiare, buona Domenica di San Biagio 2013 a tutti voi .