Le fontane di acqua sorgiva del mio paesino

Pubblicato il da peppino

11-01-00_0301.jpgSan Mauro Forte è un paesino ben approvigionato di acque sorgive , anche in tempi più siccitosi , non ha mai sofferto di probblemi idrici , in tempi remoti numerosi erano le donne che sin dal mattino presto si avviavano con una bacinella enorme di latta chiamata " Conc d Ram " sulla testa ammortizzata da un panno arrotolato chiamato " Spara " e con dentro la biancheria sporca o con barili di legno chiamati " varrecch' "  formando una vera e propria processione si recavano alle fontane vicino al paese come ad esempio le fontane del Vignale di cui vedete l' immaggine sopra ,la fontana di Salice una fontana  a 3 cannoli  dove sgorga acqua calcarea che forma vere stalagmiti di calcare scorrendo , poi vi è la fontana di Santa Maria dove tutt' ora si puo bere un acqua leggera e diuretica ,situata  sotto alla capellina della madonna del soccorso , una viuzza collegava l' abbitato alla fontana  passando da una sorta di galleria di alberi di olmo ,quercia ecc. e a 200 metri vi era una nicchia con degli appositi appoggi dove le donne si riposavano poggiandovi il barile  chiamato " L spunnteur "  ed ecco la fontana di Arcieri sotto stante l'antica cappella della Madonna del loreto , attualmente dispersa ma che  ancora ricordo le caratteristiche  :  un abberveratoio , un cannello di canna che scorreva acqua ramata molto apprezzata a quei tempi per le sue proprietà organolettiche purtroppo mai valorizzata  sotto la fontana vi erano dei piccoli laghetti dove le ranocchie saltellavano di foglia in foglia e poi nell' acqua per nascondersi nel torbido , in seguito attraversando il torrente Varicello prima e il fiumicello  misegna poi  vi era la fontana di Monte di mella alimentata da due enormi cisterne  situate  a monte, simili a 2 torrioni seppelliti , collegati in serie tra di loro  davvero spettacolare da vedere ,ma sopratutto era apprezzata l' acqua che scorrendo tra le radici delle piante acquistava un sapore dolciastro  anche essa dispersa , ,la fontana di Sullano una fontana che ha dissetato per secoli quasi la metà della popolazione poichè di portata maggiore rispetto alle altre più vicine , dispersa e sepolta anche questa ,la fontana del biscollo ancora ricordo le arcate e la lamierina dove vi scorreva l' acqua di una frescura pazzesca di estate e calda di inverno e molto digeribbile , attualmente non sò lo stato di conservazione  in cui versa , ed ecco la fontana di Piano San Rocco situata a nord della Cappellina di San Rocco dove io stesso da piccolo andavo con mio padre ad abberverare l' asino . Anticamente vi era il culto del santo Rocco  e i fedeli si recavano dall' abitato  scendendo  per la fontana del vignale  si continuava a scendere fino al torrente varicello che veniva attraversato mettendo i piedi su pietre facendo attenzione a non scivolare in acqua e poi a salire tramite una scalinata di ciotoli che fino a 35 anni fà si conservava ancora in buono stato e una strada ricca di alberelli da frutta e sempre in questo percorso c'era l'insenatura del Romolo che è una sorta di spaccatura della roccia da dove sgorga acqua solforosa ,con il caratteristico odore di uova marce , in oltre vi era la fontana della canala  posta a valle della cappellina di San Antonio abate di cui non conosco lo stato di conservazione . Ancora la fontana della Difesa dove fu ristrutturata ma  continuamente minacciata da frana e la fontana di Majruedd ' che in un vecchio detto diceva che aveva la proprietà di mettere incinte le ragazze che vi bevevano " L'acqu d majruedd' fac pren l wagnaredd' " La realtà era spiegabbile dai frequenti incontri che avvenivano durante il lavaggio della biancheria con i loro fidanzati . queste fontane non solo servivano ad approvigionare il paesino delle necessità idriche , ma spesso venivano usate anche per innaffiare orti , per abberverare il bestiame ( ne sono testimoni gli abberveratoi , e sopratutto per lavarvi la biancheria che veniva  fatta con l'impiego della lishia ( acqua decantata di cenere bollita ) poi veniva stesa sulle siepi per allegerirne il peso durante il tragitto . Ancora visibbili sono gli strofinatoi e le vasche di lavatoi della fontana di salice .

Io stesso fui impiegato con altri miei colleghi in un progetto di catalogazione e pulitura fontane ,e tratturi comunali  che si concluse in maniera molto scarso in quanto mancavano le attrezzature idonee e il materiale necessario per poter portare a termine un progetto che sembrava  banale ma in realtà era molto  molto complesso .

Spero un giorno che qualcuno scelga per vocazione di Valorizzare queste nostre grandi risorse che si vanno sempre più perdendo .

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