Il mio piccolo Paesino , San Mauro Forte

Pubblicato il da peppino

San Mauro Forte , un piccolo paesino dell' entro terra lucana  situato tra Garaguso , Accettura , Stigliano , Craco , Ferrandina e Salandra  le sue origini sono attribuibbili all'insediamento di Monaci Benedettini  prima e dei Normanni dopo, ma ritrovamenti  rinvenuti alla luce  in contrada San Angelo Anita  mi hanno  sempre portato a credere che  il borgo era già esistente ai tempi degli etruschi  per non parlare delle terme di Diocleziano  scoperte durante gli scavi della Saipem in contrada Monte di mella  negli anni 80 , dove tra l' altro vi è ancora evidente una fontana  di acqua con caratteristiche organolettiche molto apprezzabbili .   da 41 anni  Io ci vivo dopo essere nato in un piccolo ospedaletto  di Tricarico ( Mt ) a quei tempi San Mauro ospitava circa 5000 abitanti , Le case erano poche e tutte abitate il vocio della gente svegliava il vicinato già dalle 4:00 del mattino  si udivano i calpestii dei muli , asini e cavalli che spesso si trascinavano dietro capre e puledri  con i loro campanellini  appesi al collo , il forno di Zia Antonia emanava  un profumo indescrivibbile di pane che già  aveva infornato con la prima Infornata , ... Già dalla sera le massaie si  mettevano alla ricerca del Lievito chiamato " Cruscuent " che qualcuna aveva impastato di fresco e conservato per il vicino che ne avesse bisogno , questo veniva mescolato a 10 kg di farina di grano macinato nei nostri 2 mulini ( Grassano e Tufo ) in una coppa di smalto bianco e lasciato lievitare  tra le coperte e tegole roventate al fuoco fino al mattino presto . nel frattempo la sera dopo trovato il crescente si andava dalla fornaia  ( vi erano  6 forni : Forno Zirizomba in corso giacinto magnante , Forno Maria Lucia  Corso Umberto 1° , Forno Paradiso  in  Piazza caduti per la Patria  , Forno attualmente Diluca  Via regina Margherita , Forno Grasso più recente attualmente ancora in funzione ) a chiedere con quale infornata bisognava presentarsi con la tavola del pane ( contenente fino a 10 pagnotte di pane da circa 2 kg che si conservava bene per una settimana in opposite cassepanche ). La fornaia in base alla disponibbilità e la capienza vi indicava se con il 1° , con il 2° , con il 3° o addirittura con il 4° forno . tutto era movimentato , con il pane si sfornavano squisite  tortiere di Focacce , e Biscotti al finocchio , frise dolci , ecc. ecc.  gli uomini si apprestavano a coltivare i terreni che venivano in prevalenza seminati a grano , ma  qualcuno vi faceva anche l' orto, vi erano vigneti pregiati come le vigne della contrada Conche dal moscatino profumato  unico e ormai estinto quasi del tutto , poi c'erano le Olive Majatiche  prevalentemente di dominio Baronale , le squadre dei potatori nei mesi invernali si facevano a gara chi potasse meglio le piante di olivo che per loro era considerata un arte chirurgica ,Una delle migliori squadre apprezzate in tutta la provincia era la squadra  Caporale  di cui mio padre faceva parte e restano ancora pochi uomini . e la raccolta vedeva impegnati uomini e donne , Ricordo i frantoi che compravano le olive spesso venivano affollati da bambini che per comperare i loro giocattoli andavano a raccattare olive per poi venderle a pochi spiccioli , frequenti erano gli aquisti di Biglie di vetro di svariati colori e figurine , le stradine erano piene di bambini che ci rincorravamo a nascondiglio e sotto la scuola vi erano 2 campetti per il pallone ben attrezzati , Il campo Sportivo grande in contrada Pantoni  era riservato ai Giocatori di un certo livello e la Domenica si effettuavano Partite di calcio di una certa rilevanza tra paesi limitrofi ma anche tra squadre importanti . Per le vie si era solito impiastricarsi le scarpette da sterco di Cavalli , capre Galline e maiali , un Maiale usava circolare per il paese  con il campanello al collo era il maiale di san Antonio , apparteneva alla Chiesa e veniva venduto per onore a san Antonio abate Ma di questo ne parlerò in seguito.

Il paesino era pieno di persone rispettose , d' estate si usava sedere davanti la porta e formare un cerchio , dove si raccontavano storie del passato ma anche  storie di scandali che a quei tempi erano considerati Veri reati , Bastasse che una donna venisse sorpresa a parlare con un uomo e subbito veniva fuori una canzone , e il vicinato ne traeva frutto del romanzo " Chedd' s jè snteut p codd' "  Quella si è sentito con quell' uomo " ed era marchiata , emarginata a vita tanto che qualcuna/o decideva di emigrare dalla vergogna . Ricordo una vecchia nonnina cantare la canzone di una copia di spasimanti Lui prete e lei single che si incontravano nel pollaio della chiesa quando lei con il cannocchiale notava il prete arrivare dalle vicine masserie di proprietà della chiesa. Di inverno si usava andare dal vicino dopo aver sepolto il fuoco  con della cenere per  rallentare il consumo della legna e da quel vicino spesso vi era un bel numero di persone che attorno a un unico fuoco , si usava raccontare  vecchie favole , e le così dette " Cos csuedd' "  C'era poi chi usava suonare un vecchio organetto  che spesso invitava ai più giovani a ballare , ma di questo ne parlerò ancora in seguito .

 

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E
<br /> Caro Peppino,<br /> leggerti è come aprire una finesta che si affaccia nel cuore poetico del passato...<br /> Ci porti per mano nelle tue emozioni che rimangono vivi in te e le regali a noi, che rincorrino la vita, quella frenetica dei tempi moderni...<br /> Ti vedo guardare con gli occhi semplici di chi è innamorato della sua terra... e generosamente ci fai dono di questo incommensurabile patrimonio.<br /> Grazie<br /> Elena<br /> <br /> <br />
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