LE ATTIVITA’ REDDITIZIE DEL MIO PAESE
LE ATTIVITA’ REDDITIZIE DEL MIO PAESE .
Sin da tempi remoti , San Mauro vantava di una economia non male , antichi documenti parlano
della industria della seta e quindi dell’ allevamento del baco da seta .
Ancora si possono trovare qualche mastodontica pianta di gelsi di probabile antico vivaio , che serviva ad alimentare i bachi da seta .
Ma oltre alla seta vi era una tradizionale industria di Basti e selle tramandata di padre in figlio. fino a circa 30 anni fa vi esistevano i così detti ( Mastari ) che erano appunto coloro che si dedicavano alla costruzione dei basti . Questi per procurarsi il materiale che era basato prevalentemente da cuoio di equino si facevano a gara chi prima arrivasse al cimitero dei somari ( così chiamato l’ attuale fosso della lama ) per scuoiare le bestie che per disgrazia vi morivano .
A quell’ epoca una pelle di equino era un bene prezioso . abili erano nel conciarle e quindi dopo aver prodotto una serie di Curve di legno lavorato il tutto veniva assemblato e immesso sul mercato privato o nelle fiere .
Altra attività era il carrista , colui che vi costruiva i carri , L’ultimo era situato in Corso A Degasperi , poi vi erano i falegnami , ogni uno di essi aveva con se un garzone che apprendeva il mestiere aiutava i severi maestri D’ascia e spesso era ospite della famiglia .
In oltre vi erano i Calzolai che con un panierino colmo di utensili del mestiere giravano casa per casa chiedendo se qualcuno avesse bisogno di qualche riparazione alle preziose e rare scarpe ,in cambio di un uovo fritto che non mangiava del tutto in quanto era per usanza a lasciare la creanza .
In oltre vi erano i Barbieri che di giorno si dedicavano ai così detti Galantuomini , e di sera Contadini , Braccianti e pastori affollavano le botteghe per sbarbarsi in cambio di ¼ di tomolo di grano all’ anno .
Non era di raro notare a quei tempi un rudimentale pollaio dove venivano allevate le galline che una volta adulte venivano lasciate libere per le strade , segnandole con una strisciolina cucita al piede ,chiamata ( striola ) per riconoscerle dalle Galline di altre famiglie , in oltre vi erano i Sarti cucitori che si dedicavano con estrema arte artigianale al vestiario e alle riparazioni degli abiti .
Il Banditore chiamato ( Bànntor’ ) era una figura immancabile in una comunità movimentata negli affari . Lui si recava al mercatino della frutta la mattina e attendeva l’ arrivo del pesce e della frutta , una volta raccolte le informazioni sulle offerte e sui prodotti , si faceva il giro di tutto il paese annunciando con una cornetta la popolazione , di ciò che il mercatino quotidiano vi offriva . Ma il suo compito era anche quello di mediare negli acquisti immobiliari o negli annunci economici di vario genere . La paga era misera ma bastava per sopravvivere in un contesto sociale molto scarso .
Poi vi erano i Mulattieri , che svolgevano il lavoro degli attuali corrieri , portando merce e provviste di fattoria in fattoria e in fine in paese , vi vendevano la legna ed effettuavano trasporti anche a lungo raggio di percorrenza .
E a proposito di Muli , a Ferrare le bestie ci pensavano i Fabbri che dopo aver forgiato i ferri e bucati con arte vi tagliavano le unghie in eccesso alle bestie , poggiavano il ferro ancora rovente sull’ unghia per darne la giusta forma , e poi con chiodi quadrati chiamati ( Postone ) venivano ferrati , numerose erano le bestie che si recavano dal fabbro ogni giorno , come oggi le auto dal gommista .
Ed ecco le 2 Fiere principali , la prima si svolge il 1 settembre e la seconda il 21 maggio . Il piazzale sotto stante la scuola elementare in via Papa Giovanni XXIII dove oggi sorgono alcune palazzine , era una sorta di Zoo gratuito . Numerose erano le bestie che venivano commerciate , dal coniglio alla Mucca , ma anche molte merci come zaini , corde , coperte , cavezze di cavalli , campane ecc. ecc. si aspettava queste occasioni per comprare anche le scarpe e i vestiti , con i soldi del ricavato dal raccolto del grano che non sempre era generoso .
Poi vi erano i locali che circondavano la torre di proprietà dei Baroni Arcieri dove vi erano ubicati il circolo dei galantuomini , il barbiere , un negozio di alimentari e un Bar pasticceria Famoso per i suoi dolci squisiti e leggeri , locali che vennero abbattuti nei fini anni 60 per rendere visibile la torre normanna . Certo non si può far a meno di citare il paziente lavoro dei muratori di quel tempo che privi di mezzi meccanici lavoravano tutto a mano e usando il materiale che vi era a disposizione in zona e quindi pietre e mattoni , cotti alle ex fornaci ubicate all’uscita della zona sud del paese . L’operato dei muratori consisteva in prevalenza nel costruire possenti mura per poi sopra sistemare una sorta di volta ,chiamata alla siciliana (di origini arabe Saracene) le pietre venivano trasportate a spalla o con muli e la calce era composta di calce viva e fango . Scarsissimi erano i sistemi di sicurezza di quei tempi . Ancora evidente è la croce impressa su una pietra del castello Vassallo dove si narra che un manovale volò giù dal punto più alto dello stesso castello .
In oltre vi era l’ imbianchino che nei mesi caldi effettuava la disinfestazione delle abitazioni con calce spruzzata da una pompa a stantuffo , lavoro che mio padre ha svolto per più di 30 anni .
Numerose erano le richieste , i più pagavano con soldi ma quando si trattava di disinfestazioni di fattorie , si pagava in natura con del formaggio e prodotti disponibili .
Sin dal primo schiarire del sole si avviava a dare le prime passate a circa 4 o 5 abitazioni e terminando verso le 14 :00 un pranzetto veloce e si ripartiva per ripassare le stesse case in ordine di precedenza .
Ed ecco il paziente lavoro dei sanitari , che oltre a svolgere il lavoro di ambulatorio erano chiamati in caso di emergenze spesso anche a operare chirurgicamente .
Un episodio che non posso mai dimenticare , avvenne oltre 35 anni fa ; vicino casa mia , vi abitava un anziana signora e con lei una delle 3 figlie la quale stava poco bene psicologicamente .
E siccome una sera la madre avvertì un malore, la povera donna si mise a urlare dal balcone per attirare l’ attenzione del vicinato , all’ occorrenza qualcuno pensò di correre a chiamare il dottore che nel frattempo risultò assente in casa . La signora usci fuori e incazzandosi con la vicina , fece notare che nei paraggi vi era la presenza del dottore in quanto si avvertiva un forte profumo che lui era solito usare .
E fu così che come un segugio andò a trovarlo e lo condusse dalla paziente , dando dei buoni a nulla agli accorsi vicini .
In oltre vi erano negozi di genere alimentari e diversi che usavano dei libretti per il credito che veniva saldato in genere al raccolto del grano. Il commercio avveniva quasi sempre a peso di merce sfusa . Molti anziani ricorderanno la vendita della pasta sfusa e la merce veniva acquistata in bottiglie e contenitori vuoti a rendere ( cioè che venivano riportati indietro ) o in borse di tela evitando quello che oggi è definito inquinamento .
I pochissimi rifiuti venivano raccolti per via di un auto carro che girava per il paese annunciando le famiglie con una cornetta simile al banditore , e poi riversata nella sotto stante discarica della porta del piazzile favorendo la presenza di volpi , e rapaci in paese e non indifferente sgradevole odore specie nei mesi estivi in quanto non era tanto il problema dei rifiuti solidi urbani che venivano fuori dopo un attendo lavoro di riciclaggio , ma era il problema degli escrementi dei porci oche e galline che veniva riversato a fiume tra la spazzatura .
Poi vi era una piccola attrazione turistica che era la villa comunale , dove mia Zia Mattia ne era la custode , lei era unica capace di realizzare sculture in siepe e molti anziani del paese ricorderanno i famosi leoni del dopo guerra , molti venivano per fotografare la villa più bella della provincia di Matera .
Ed ecco le osterie dove la sera si riunivano i più allegri per consumare in compagnia ottimi bicchieri di vino e giocarvi a morra , Famosa era la osteria di Giacinto per i paesani San Mauresi ( Adiacent’ ) situato sotto il Palazzo Baronale Lauria .
E inutile rinominare le attività dei fornai già citati nel precedente articolo ma una cosa tengo a precisare : San mauro Forte ha sempre vantato un ottima produzione di farina e di Pane con ricordo di uno dei pochi mulini ad acqua ancora esistenti i ruderi in contrada Pianelle posto nel torrente Salandrella , Oggi purtroppo non abbiamo più alcun mulino non ostante la massiccia mole di grano che ogni anno viene prodotto ed esportato non so dove .